
Quasi una famiglia italiana su due vive con un animale domestico: secondo la Doxa infatti sono 6.800.000 i cani e 8.500.000 i gatti presenti nelle case degli italiani.
Limportanza dei pet nell’ambito della famiglia aumenta sempre, così come aumenta, purtroppo, l’abbandono di animali.
Censeguenze: i numeri
Più dell’80% degli animali abbandonati rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti, mentre il 20% finisce in un rifugio per animali dove, specialmente se anziano o affetto da patologie importanti, concluderà la sua esistenza.
Si abbandonano gli animali tutto l’anno, ma le punte massime si registrano:
– nel periodo estivo (25-30%)
– subito dopo l’apertura della caccia (oltre il 30%)
Cani e gatti vengono lasciati in autostrada, davanti ai canili, nei centri cittadini o i prossimità dei luoghi di villeggiatura.
L’articolo 727 c.p., come innovato dalla legge 189\2004 punisce l’abbandono di animali con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda fino a 10.000 euro. Il fenomeno tuttavia resta grave sia per il numero di animali cionvolti e per l’elevata mortalità, sia perchè sul loro abbandono si è innestato un giro d’affari che nel 2006 ha sfiorato i 500 milioni di euro.
Alcune persone hanno costruito la loro fortuna grazie a convenzioni milionarie con amministrazioni locali compiacenti, spesso aggiudicate con gare d’appalto al ribasso d’asta, alle quali corrispondono strutture fatiscenti, veri e propri lager dove è impedito l’accesso a chiunque e da dove i cani non usciranno mai.
Abbandonare un animale non significa solo commettere un’azione eticamente inacettabile e un reato, significa anche mettere a repentaglio delle vite. Spesso gli animali disorientati e impauriti vagano in strada con un grave rischio per se stessi e per gli automobilisti.
Le conseguenze
Spesso, purtroppo, chi prende in casa un animale lo fa senza valutare l’impatto che la sua presenza produrrà nella vita di tutti i giorni, conseguenza inevitabile quando si accoglie in famiglia un altro essere senziente con le sue esigenze e le sue necessità.
E poi:
– la leggerezza con la quale si acquista o si adotta un cane o un gatto per soddisfare un cappriccio del momento.
– il regalare cuccioli per il compleanno o a natale, senza considerare che avranno necessità di cure e di attenzioni per tutta la loro vita.
– le alterazioni della composizione familiare come le separazioni o nascita di un bimbo.
– atteggiamenti irrazionali come il timore di contrarre malattie.
- la mancata volontà o capacità di provvedere al mantenimento e alle cure veterinarie, soprattutto in caso di malattia dell’animale.
– l’inadempienza all’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina.
– l’arrivo di cucciolate originariamente “programmate” e alle quali non si è in grado di trovare una collocazione.
– il decesso del proprietario.